17 ottobre 2006

Ed eccoci all’inizio della quarta settimana di permanenza su quest’isola sperduta in mezzo all’Atlantico.
Oggi abbiamo iniziato il nostro “lavoro” anche con i bambini della scuola materna: lè mia isse facile: con loro scontiamo l’incapacità di comunicazione. I bimbi parlano e capiscono esclusivamente il creolo (mistura di dialetti africani ed il portoghese), noi parliamo il portoghese (e non certamente bene) e l’italiano, Marlene e Telce, i due ragazzi di Maio che ci affiancano in quest’avventura, capiscono (non tutto) l’italiano ma non lo parlano, in compenso parlano creolo e portoghese ma ancora non sono entrati nello spirito del progetto, le maestre parlano quasi esclusivamente creolo. Capite bene che la situazione, al momento, sconta evidenti difficoltà. In realtà in fase di programmazione pensavamo che con i bimbi piccoli sarebbero stati altri i canali di comunicazione, accorgendoci invece che spesso hanno paura di noi, “os brancos” i bianchi, o quantomeno in nostra presenza non si sentono a loro agio e reagiscono in modo “rallentato” alle nostre sollecitazioni: ne dovremo tenere conto, così come dovremo tener conto di una totale mancanza di esperienze e momoria che da noi sono legati alla televisione, ai libri e alle fiabe e raconti, alle videocassette, esperienze completamente assenti nei bambini di Maio.Speriamo che il continuo contatto con loro, la nostra presenza settimanale all’interno del loro paese, i racconti dei loro fratelli e amici maggiori e delle loro famiglie, li aiuti a superare questi timori. A tutto questo aggiungiamo che la “careta” Francesca bionda (colpita da forte mal di gola e dalla vendetta di Montezuma e che speriamo di recuperare per domani, martedì), ancora non è riuscita a dare il proprio contributo in modo significativo: ci manca.
Stasera riunione di verifica e di messa a punto degli interventi dei prossimi giorni (soprattutto per quanto riguarda la materna).
Certo la soddisfazione di sentire intonare i nostri bans (canzoni) nei paesi dove arriviamo, vedere i bambini e i ragazzi attenderci nel luogo e all’ora prestabilita, sentirci accolti in modo caloroso e salutati, anche alla fine degli interventi, sempre con gioia, ci aiuta a superare anche momenti meno facili.
Ieri, domenica, giornata di relax al mare di “Ponta preta” (punta nera), una spiaggia di decine di chilometri di finissima sabbia bianca e nera interamente a nostra disposizione. Francesca bionda a casa in “castigo”.
Nelle prossime puntate vi racconteremo il resto
Atè logo.
Rolli

1 Comments:

Anonymous Anonimo said...

ciao!!!!!!!!!!!!!!!!!!!che invidia!!!!!leggiamo sempre il vostro diario di bordo!!!!!!!!!in bocca al lupo per tutto, ciao alice e marta

11:00  

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